sabato 2 settembre 2017

Al risveglio dal lungo sonno, causato dal potere ipnotico da me esercitato durante la presentazione del mio libro, il Prof. Enzo Mancini mi invia queste sue considerazioni che con piacere pubblico.



Sogno di una notte di fine estate

Ci ricorderemo di questa estate 2017 per i vari focosi demoni, Caronte, Lucifero, Polifemo… che ci hanno voluto tenere compagnia anche di notte, tenendoci svegli più del solito.
A me hanno fatto pensare che mi devo impegnare di più per andare in Paradiso, che è preferibile all’Inferno anche per il solo particolare della temperatura.
Chissà se mi sarà riconosciuta a favore questa mia voglia di verità su quello che succedeva a San Claudio e dintorni più di mille anni fa!
Intanto a San Claudio questa estate qualcosa si è mosso, varie iniziative artistiche e culturali cui avrei dovuto partecipare di più.
Ho solo partecipato alla presentazione del libro di Alberto Morresi, che mi ha fatto piacere ascoltare, ( lottando stoicamente contro il potere ipnotico e soporifero dell’eloquio dell’amico Alberto), perché mi conferma che l’ipotesi che avevo azzardato in “Aquisgrana Restituta” non è affatto pellegrina.
Sull’argomento vorrei ricordare come agli inizi di febbraio 2014 diversi giornali e telegiornali italiani  hanno riportato questa notizia: “ Le ossa conservate nella cattedrale di Aachen sono davvero di Carlo Magno. Lo afferma una equipe di scienziati tedeschi e svizzeri dopo 26 anni di studio.”
Dopo di che neanche un minimo accenno a un solo motivo su cui basare questa sicurezza. Ma questi sono scienziati, sono svizzeri e tedeschi, proverbialmente solidi e precisi. Se non ci fidiamo di questi di chi ci dobbiamo fidare?
Caro Alberto, questi svizzeri e tedeschi lo sanno già che quelle non sono le ossa di Carlo Magno.
Vuoi che non abbiano fatto come minimo la datazione al radio carbonio?


Questo metodo oggi permette di risalire all’età del reperto organico con un margine di errore di più o meno dieci anni.
Vuoi che non abbiano sacrificato un poco dello stinco di santo Carlo Magno per avvalorare i loro studi di 26 lunghi anni?
Se la datazione fosse risultata vicina all’anno 814 l’avrebbero sbandierata con grande enfasi e clamore.
Se non l’hanno fatto, ( mi ci gioco la prostata, tanto non mi serve più), è perché il risultato che hanno ottenuto è compatibile con l’888, anno del decesso di Carlo il Grosso.
Questo personaggio storico anche noi italiani faremmo meglio a chiamarlo Carlo il Grasso, visto che in Germania Carlo Magno lo chiamano Karl der Grosse. Così non ci confondiamo più.
Domanda: se questo test di datazione l’hanno fatto, perché non l’hanno pubblicato?
Risposta: Cherchez l’argeant!
Che a pensar male si fa peccato, però ci si acchiappa.
Come è successo nel caso Diesel Gate della Volkswagen, con gli ingegneri coinvolti nella “Aachen connection”.
In fondo anche quelli erano scienziati, colti sul fatto di vendere fumo.
Ma in tale occasione gli americani non hanno avuto problemi di sudditanza psicologica verso i tedeschi, come purtroppo capita a noi del Bel Paese.


Macerata 1 settembre 2017                    Mancini Enzo

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